Quelli come Bougy e Albano

Oggi, che è il 15 aprile e che l’Eurotrend Biella ha messo un’ipoteca sul terzo posto in regular season, Alex Bougaieff compie 41 anni. Oggi la sua vita è lontana dalla pallacanestro: vive a Houston, in Texas, la città in cui ha frequentato il college, dove è vicepresidente di una compagnia che si occupa di ricerca ed estrazione di gas e petrolio in America settentrionale. È sposato, con la stessa ragazza che viveva con lui ai tempi di Biella e prima ancora ai tempi dell’università, e ha due figli.

Pensare a lui è naturale, ricordando le parole decise di Michele Carrea nella conferenza stampa seguita alla vittoria nel derby su Casale. E forse si può immaginare che uno come Bougy all’attuale coach dell’Eurotrend sarebbe piaciuto un sacco. Che cosa ha detto Carrea? I giornalisti gli chiedevano di Sgobba. E lui: «Farete i titoli su di lui, come è naturale per un giocatore che è stato il top scorer. Ma vorrei che si sottolineasse anche la partita di Albano Chiarastella, uno che a 35 anni accetta di giocare una partita come questa con un solo tiro dal campo, senza fare una faccia, rendendosi utile e sbattendosi dal primo all’ultimo minuto in difesa». Non è la prima volta che il coach magnifica il suo italo-argentino. Sembrava destinata a lui una sua frase di qualche tempo fa: «Preferisco veder giocare qualcuno che supera ogni giorno i suoi limiti per stare in A2 che uno dal talento per giocare in Nba che per pigrizia si accontenta della seconda serie italiana».

Un’occhiata alle statistiche aiuta a far capire in che cosa i due giocatori si somigliano. In cinque stagioni in rossoblù, dal 2000/2001 del trenta e lode in A2 al 2004/2005 della salvezza all’ultimo respiro in A, Bougaieff è andato in doppia cifra in una decina di partite. Il suo high è di 14 punti, realizzati due volte, nel 2002/2003 contro Messina e nel 2004/2005 contro Reggio Emilia. Chiarastella quest’anno ha una sola doppia cifra: 13 punti nella sconfitta in trasferta in casa della Leonis Roma. Ma resterà negli annali la sua prestazione contro Cagliari: due punti appena e 23 di valutazione, grazie a 12 rimbalzi e 8 assist. E poi ci sono le cose che non appaiono nelle statistiche: le difese chiuse con una palla persa dagli avversari per infrazione di 24 secondi perché lui tiene anche contro i piccoli nei cambi, la leadership e il ruolo di spalla a cui appoggiarsi nello spogliatoio (che Giorgio Sgobba gli ha riconosciuto qualche settimana fa via social), l’esempio dato dal lavoro quotidiano, che lo ha portato dai campi di serie C a quelli di A2 in un progresso costante.

Se Albano Chiarastella ha cominciato dalla base del basket italiano, Alex Bougaieff è arrivato in A2 da un college non famoso per la pallacanestro, la Rice University di Houston. Aveva giocato le Universiadi 1999 con il Canada, paese in cui era cresciuto da padre statunitense di origini ebraiche e mamma francese. Tre i passaporti che aveva in tasca, con un quarto possibile, quello israeliano, a cui disse no rinunciando alla corte del Maccabi Tel Aviv che lo avrebbe voluto in squadra. A Biella arrivò come lungo di complemento, in una squadra che aveva Lacey, Rankin e Masper, con un contratto sostenibile per le casse mai ricche abbastanza del club rossoblù. Finì per restarci cinque anni, con la fascia di capitano nell’ultima stagione, quando l’infortunato Di Bella non giocava, e una delle prestazioni statisticamente più brillanti nella sua ultima stagione alla terzultima giornata, la vittoria in casa su Milano che fu decisiva per la salvezza. Di lui disse Fabio Di Bella: «È un giocatore che, quando serve, non abbassa mai la mano».

Come Chiarastella, prima di Chiarastella. Buon compleanno Bougy. Buoni playoff, Alba.

Author: Giampiero Canneddu

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