Carl Wheatle oppure Thabo 2

Quattro minuti alla sirena, gli avversari sopra di due, la palla in mano a Carl Wheatle: lui finta il tiro da tre e manda fuori giri il lungo di Reggio Calabria, poi guarda il canestro e va dritto per dritto. L’esito è una schiacciata a una mano, di rara potenza e di rara bellezza. E insieme alla rubata e schiacciata di Lorenzo Uglietti poco dopo, è stata la scarica di energia che ha girato una volta per tutte la partita dalla parte dell’Eurotrend Biella.

C’è chi ha avuto una sorta di déjà vu: quella schiacciata somigliava a un rito di passaggio, all’esame superato tra lo status di giovane promessa a quello di giovane certezza. Somigliava alla schiacciata di Thabo Sefolosha in una partita contro la Fortitudo Bologna. Da quel terzo tempo iniziato innaturalmente lontano dal canestro e finito con una mano attaccata al ferro, il pubblico di Biella capì che quel ragazzo non era solo un gran lavoratore con un fisico ideale per il basket e un’applicazione difensiva sopra la media. Lì c’era stoffa. Stoffa che fa vestiti in Nba da undici anni.

Ora è presto per fare pronostici sul futuro di Carl Wheatle. Ma concentriamoci sul presente: via da casa a quindici anni per seguire una passione in un altro paese, con un’altra lingua e con la famiglia lontana, è cresciuto in fretta. E qualcuno del vecchio staff ricorda ogni momento di difficoltà e di crisi, dalla sua prima stagione quando gli rubarono il pc con cui frequentava la scuola via internet e comunicava con casa, alla sua seconda quando la nostalgia era insopportabile e il coach diventò uno zio per rassicurarlo, e il compagno di squadra georgiano che parlava inglese come prima lingua diventò un cugino per fargli sentire meno il peso della distanza. Chissà se coach Andrea Monciatti, la sua prima guida a Biella, è tornato a Siena con almeno un’unica buona sensazione da quel -18, aver visto come è diventato quell’ormai ex ragazzino…

Oggi quelle difficoltà superate probabilmente sono diventate fondamenta solide su cui crescere. Leader in tutte le formazioni giovanili in cui è arrivato, spesso in anticipo, ha avuto una stagione di impatto già al primo anno da senior. In questa stagione la partenza in salita per recuperare dall’infortunio è stata assorbita in fretta: il Wheatle 2017/2018 è stato da subito in grado di prendersi molti minuti in campo. Difende con attenzione e versatilità nel gioco dei cambi quasi sistematici che piace tanto a Carrea: nella stessa partita parte accoppiato all’ala forte o al playmaker. Entra nei quintetti da guardia o da numero 4. A occhio ha guadagnato ancora qualche centimetro e qualche muscolo e l’ultima partita da doppia cifra a rimbalzo lo dimostra. In attacco ha aggiunto più coraggio negli uno contro uno e il suo ventaglio di soluzioni possibili si allarga: tiro da tre, arresto e tiro dal palleggio, penetrazioni che reggono i contatti, ora anche schiacciate imperiose.

Un consiglio? Godiamocelo. Presto verranno da lontano a vederlo giocare. E le similitudini con Sefolosha potrebbero continuare.

Ps: Carl Wheatle è a Biella grazie a un’intuizione di Gabriele Fioretti. Che occhio, Gabri…

Nella foto PallacanestroBiella/Alberto Tesoro, Carl Wheatle contro Reggio Calabria

Author: Giampiero Canneddu

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