Biella-Bamberg otto anni dopo

Sabato saranno passati otto anni da un giorno storico per la Pallacanestro Biella: il 2 dicembre 2009 i rossoblù, griffati Lauretana, disputavano la loro prima partita in trasferta in una coppa europea. Nel palazzetto del Brose Bamberg fu una partita decisa allo sprint, con Soragna, Aradori e compagni superati in un minuto da due triple semi-impossibili di Brian Roberts, quando già sognavano di bissare il successo casalingo di sette gorni prima contro Nymburk. Nell’arena tedesca c’erano 6264 spettatori, Roberts il match winner era un giovane playmaker americano alla seconda stagione in Europa e la pallacanestro italiana si vantava di essere ancora una spanna sopra quella made in Germany.

Otto anni dopo la situazione è cambiata. Molto. Il Brose Bamberg ha lo stesso sponsor, lo stesso palazzetto dello sport con 6800 posti e una media spettatori pari alla capienza dell’arena, ovvero tutto esaurito sempre. Nella passata stagione ha vinto il terzo titolo consecutivo, che dà diritto alla partecipazione diretta all’Eurolega, un privilegio che la Reyer Venezia non ha avuto. In Bundesliga sono sei le squadre con una media spettatori superiore a 5mila presenze a partita e una, l’Alba Berlino, supera le 10mila. In Italia dietro Milano e i suoi circa 8mila del Forum nessuno arriva a 5mila, anche per colpa della capienza dei palazzetti (non avrebbero abbastanza posti né Trento né Venezia, finaliste l’anno scorso). E la maggioranza non supera i 4mila. Anzi, succede che ci siano più spettatori in certe città relegate in A2 (Trieste, Bologna, Treviso, anche Biella) che in molte piazze di serie A.

Parliamo di budget? Bamberg dichiara 8,5 milioni di euro a disposizione per completare la stagione, circa la metà dell’Armani Milano e poco più di un terzo dei re di Eurolega del Fenerbahce che proprio in estate hanno preso dalla Germania l’italiano Niccolò Melli per metterlo nello stesso roster di Gigi Datome. In Italia i budget dichiarati superano i 7,5 milioni nel caso di Reggio Emilia, i 6,7 per Venezia e Avellino, i 4,6 per Trento che è cresciuta in fretta da quando, tre stagioni fa, contendeva a Biella la Coppa Italia di A2. Più in generale si dice che il basket tedesco sia in piena espansione e quello italiano sia in difficoltà.

E Biella? Basti una cifra: il budget per i giocatori per la prima squadra (400mila euro circa) basterebbe appena per due terzi dello stipendio di Daniel Hackett, nuovo acquisto del Bamberg, con un biennale da oltre 600mila euro a stagione. A proposito, Bamberg non è una metropoli: ha meno di 70mila abitanti, una volta e mezza Biella. Qualche differenza la spiega Andrea Trinchieri che, con l’ex rossoblù Daniele Baiesi come general manager, ha conquistato tre campionati in fila, prima che Baio, da quest’estate, firmasse un contratto con il Bayern Monaco. «A Bamberg» ha raccontato Trinchieri in un’intervista «c’è la foresteria costruita con l’aiuto del Comune. Uno psicologo è obbligatorio per legge per seguire i minori, i giocatori che vanno male a scuola non possono fare attività ed il club ha 12 persone che vanno in giro per le scuole a fare reclutamento».

Ps: in quella sfida di otto anni fa i protagonisti furono da una parte Pietro Aradori e dall’altra Chris Roberts. Il primo ha appena esordito come capitano della Nazionale. Il secondo dopo Bamberg è stato in Nba dal 2012 alla fine della passata stagione, prima di firmare quest’estate per l’Olympiacos a due milioni di euro l’anno.

Author: Giampiero Canneddu

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