Ale e Walter

La vita è una ruota che gira senza sosta. A volte ci lascia stare dritti a testa alta, a volte ci capovolge e per risalire bisogna lottare. Figuriamoci nello sport in cui una vittoria può dipendere da una palla che gira anche lei intorno al ferro del canestro, indecisa se caderci dentro o schizzare fuori. Parlare di Alessandro Ramagli e Walter De Raffaele significa parlare dei due allenatori più vincenti della scorsa stagione nella pallacanestro italiana. Uno ha vinto lo scudetto da outsider, riportando il tricolore a Venezia dopo più di settant’anni in barba alle ambizioni di squadre milionarie come Milano o affamate come Trento o Avellino. L’altro, in una piazza tanto nobile quanto difficile come Bologna, sponda Virtus, ha alzato tutti i trofei che poteva alzare: Coppa Italia prima, unico posto per la salita in serie A dopo.

Parlare di Ale e Walter per chi è di Biella e ha buona memoria vuol dire tornare alla primavera del 2005. Villaggio Solidago Livorno e Lauretana Biella, a una giornata dalla fine non sono ancora salve, con i rossoblù messi peggio, due punti sotto gli amaranto e sempre penultimi, ma con in corpo l’adrenalina delle due vittorie casalinghe in quattro giorni contro Milano e Cantù, in un PalaScatola le cui vibrazioni vennero rilevate dai sismografi dell’osservatorio di Oropa. L’ultimo turno è un gioco di incroci, calcoli, classifiche avulse. Biella sarebbe salva se vincesse al PalaDozza contro la Fortitudo Bologna, ma anche in caso di sconfitta se Livorno in casa battesse Reggio Calabria, inchiodata a pari punti con i rossoblù e indietro negli scontri diretti. Livorno invece sarebbe salva in ogni caso con la sconfitta di Biella.

Ale e Walter si conoscono benissimo. Entrambi livornesi, entrambi cresciuti a pane e palla a spicchi, con De Raffaele nel roster dell’Enichem che perse lo scudetto contro Milano negli spogliatoi quando il canestro di Forti, prima convalidato, fu giudicato oltre la sirena. Nel 1999/2000 Ramagli è capo allenatore della Livorno di serie A, De Raffaele il responsabile del settore giovanile. L’anno dopo Ale comincia la sua avventura a Biella, da vice. E Walter diventa vice a Livorno.

Nel 2004/2005 sono tutti e due al timone delle loro squadre. Ramagli è alla quarta stagione in serie A, De Raffaele alla seconda, dopo essere subentrato l’anno prima a campionato in corso a Michelini. Le cronache dell’epoca narrano che il giorno di quell’ultima partita si girasse fin troppo spesso verso la tribuna e chiedesse “quanto fa Biella?”, ma non tanto per paura che un successo rossoblù mettesse la sua squadra nei guai, quanto per essere certo che anche l’amico Ale se la cavasse. E restò memorabile la sequenza di abbracci sulla panchina della Lauretana, quando da Livorno arrivò la notizia dell’87-78 finale. Alla Livorno-connection partecipava anche Luca Bechi, allora vice di Ramagli.

Il basket è una ruota che gira, come la vita. Quella fu l’ultima partita da capoallenatore in serie A di Walter De Raffaele fino al 2016, quando la Reyer Venezia esonerò il totem Charlie Recalcati e per sostituirlo scelse il coach che era vice da sei stagioni. Gli è bastato un anno e mezzo per centrare lo scudetto. Più o meno nelle stesse settimane Ale Ramagli, dopo aver messo la Coppa Italia di A2 nella già ricca bacheca della Virtus, quasi venne esonerato a playoff in corso dopo una sconfitta in casa contro Casale. Radio basket city parlò di discussioni nel cda della squadra, da cui si uscì con una riconferma senza entusiasmo. Il resto è storia di un trionfo. E ora Ramagli è capoallenatore in serie A della squadra più ambiziosa che abbia mai guidato, con Pietro Aradori e Ale Gentile. E De Raffaele difende lo scudetto un po’ meno da outsider. Se la ruota gira, ora si è fermata per un po’. E tutti e due sono a testa in su.

Author: Giampiero Canneddu

Share This Post On