Quando Biella cercò Datome

Luigi Datome in maglia azzurra

Luigi Datome in maglia azzurra

Quattordicesima giornata: Acea Roma.-Angelico Biella
Domenica 6 gennaio, ore 18,15
Diretta su Radio City FM 89,9 o in live streaming su internet.

Nell’estate del 2003 c’era un progetto in testa, nelle stanze (ancora in corso Risorgimento) della Pallacanestro Biella: formare attorno a un gruppo di ragazzi nati del 1987 uno squadrone che ponesse le basi di un supervivaio rossoblù. Per un progetto del genere, in quell’estate, non si poteva prescindere da un nome: Luigi Datome, detto Gigi, figlio del presidente della Santa Croce Olbia. Quel ragazzo era un dominatore nelle categorie giovanili e, a sedici anni appena, si alternava tra allenamenti con le giovanili (grazie a lui Olbia vinse lo scudetto Allievi), la prima squadra e il liceo scientifico, dando una mano a portare la squadra sarda alla promozione dalla B2 alla B1.

Atripaldi telefonò a papà Datome, questo è sicuro, e l’embrione di trattativa trapelò sui giornali. Ma non se ne fece nulla. Il gruppo del 1987 rossoblù affidato a Luca Bechi plasmò Gabriele Ganeto, Edoardo Persico, Luca Vetrone e arrivò da protagonista per la prima volta nella storia rossoblù alle finali Juniores. Ma senza Gigi-il-prospetto, che firmò a sedici anni con la Montepaschi Siena, con la quale conquistò lo scudetto prima della patente B. Poi ci volle un po’ per trovare la sua dimensione: a Siena andò così così, venne parcheggiato a Scafati e poi dal 2008 è diventato piano piano un pilastro di Roma. Era in campo nel quarto di finale che i giallorossi persero a gara-5 con una certa Angelico Biella capace di raggiungere la semifinale scudetto per la prima volta nella sua vita. Suo compagno di squadra era Jacopo Giachetti (a proposito di intrighi di mercato con i rossoblù…). E quest’estate con l’Italia di Simone Pianigiani che a Siena non gli dava molto spazio, è stato protagonista delle qualificazioni agli Europei (23 punti nella vittoria sulla Turchia il suo high) e ora è capitano e leader dell’Acea Roma, spumeggiante rivelazione della serie A, nella stagione con il budget più basso rispetto alle squadre milionare costruite per l’Eurolega e fallimentari in campionato.

Resta quel rimpianto di non averlo mai visto a Biella, se non da avversario o da protagonista della gara del tiro da tre all’All Star Game solo un mese fa (persa da Carlton Myers, mica pizza e fichi). E così a Olbia, se pensano a Biella, torna alla mente dei tifosi il nome di Alex Hottejan, scuola Biella Basket Club, gigante della Santa Croce dal 1992 al 1994, dopo un passaggio anche in serie A con l’Auxilium Torino e prima di un ritorno a Biella, nella prima Ing di B2, durato troppo poco perché fu messo fuori rosa per problemi extracestistici. Problemi di droga, che insieme a Paolo La Bua ha raccontato in Uno contro uno, libro di una vita diventata romanzo. Per fortuna, a lieto fine.

Author: Giampiero Canneddu

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