I migliori della storia rossoblù numero per numero (seconda puntata)

Se la prima puntata ha portato dal numero 1 al numero 10, la seconda scorre il roster ideale di vent’anni e rotti di Pallacanestro Biella dal numero 11 al numero 20. Il gioco ormai è chiaro: prendere un numero di maglia, scorrere la lista dei giocatori che lo hanno indossato e pescare il migliore. Buona lettura…

#11 Jonas Jerebko Vale l’emendamento-Sefolosha: se da Biella passi in Nba senza tappe intermedie, come si fa a lasciarti fuori? Poi era in campo nei playoff 2009, il punto più alto della storia rossoblù. E se si pensa alla top 5 delle scelte di talento nella storia del team Atripaldi-Baiesi-Fioretti-Sambu, lui c’è di sicuro.

#12 Alessandro Frosini Il più titolato dei giocatori che abbiano vestito il rossoblù, il fortitudino che passò alla Virtus prima che facesse il percorso inverso Marco Belinelli, il carismatico leader che guidava la squadra (una squadra capace di centrare due playoff di fila) con l’esempio. Può bastare?

#13 Andrea Niccolai L’aeroplanino più famoso del PalaScatola, l’acquisto a sorpresa a poche ore dal via della prima partita in serie A, il giocatore che avrebbe voluto ogni pallone a fil di sirena (ma poi lo voleva anche Malik Dixon). Una stagione sola, eppure indimenticabile. Simone Berti, a malincuore, lo guarda dalla panchina virtuale.

#14 Alex Bougaieff Canadese, ma anche texano adottivo di Houston. Giocatore di basket, ma anche studente di economia. Poliglotta, dai multipli interessi, con i giorni di riposo passati a girare le città d’arte invece che a riprendersi dalle serate in discoteca. Non basta? Disse di no al Maccabi Tel Aviv, che gli offriva anche la naturalizzazione israeliana, per restare a Biella.

#15 Joseph Blair Scelta di nostalgia pura: la prima stagione in A, il primo americano che schiacciava anche in riscaldamento, il primo uomo-spettacolo con il suo passato agli Harlem Globetrotters. Affetto ricambiato: l’ultimo allenamento in rossoblù risale all’estate 2015, nel corso di una delle sue frequenti visite a Biella.

#16 Fabio Di Bella Talenti scoperti e valorizzati in rossoblù, si diceva: eccone uno, arrivato dalla B e approdato alla Nazionale e alle canotte prestigiose di Olimpia Milano e Virtus Bologna. L’ultima partita a Biella fu nel 2005, salvezza all’ultima giornata dopo una stagione giocata su un ginocchio infiammato. Capitano e coraggioso.

#17 Simone Cotani Tatuaggi, accento romano e tuffi sul parquet, perché per Mone non esistevano palle perse a priori: ha messo energia più che punti, ma le sue schiacciate tutte muscoli e il fatto che al suono della sirena aveva versato anche l’ultima goccia di sudore lo rendono indimenticabile.

#18 Massimo Chessa Curioso destino, quello del numero 18: prima non si poteva usare e poi lo hanno indossato giocatori di lungo corso e di scarso minutaggio, il figlio d’arte Stefano Simeoli e il figlio di Sardegna Massimino Chessa. Premiamo le sue triple, viste anche in Eurocup.

#19 Paolo Barlera Guardi lassù e c’è la sua canotta. Guardi lassù e c’è Paolone.

#20 Joe Smith La scelta più difficile di tutte. Pensi alla carriera, al talento e all’impatto sulla pallacanestro europea e dovresti dire Batiste. Pensi alla bacheca dei trofei e dovresti dire Voskuil, la coppa e il record italiano di triple. Poi pensi al capitano straniero che parlava italiano, che sorrideva, che faceva il play per necessità e la guardia per vocazione.

Qui la prima puntata, dal numero 1 al numero 10

Qui la terza puntata, dal 21 al 55

Author: Giampiero Canneddu

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