Il miracolo di Reece Gaines

Il tiro allo scadere di Reece Gaines (da YouTube)

Il tiro allo scadere di Reece Gaines (da YouTube)

Se io penso a Biella contro Virtus Bologna (appuntamento domenica alle 18,15 al Lauretana Forum, per dire #iocisono) ho un sacco di immagini in testa: il tiro libero di Matteo Soragna morto sul ferro e il quarto di finale di Coppa Italia in cui la squadra del grande slam ha tremato forte, quel pomeriggio al PalaScatola in cui Soragna finì per litigare duro con Marko Jaric e gli arbitri non ci fecero granché caso tanto la partita era finita, tutti quelli che hanno cominciato qui e sono finiti lì (Granger, Di Bella, Michelori, Lacey…), uno speciale che ha cominciato lì ed è finito qui (Daniele Baiesi).

E poi cancello tutto e penso solo a questo canestro: anno 2006/2007, quarto di finale playoff, gara-4 al PalaScatola, Bologna avanti di due punti e 2-1 nella serie, cronometro che lascia il tempo per un’azione sola da costruire in fretta prima della sirena finale. Luca Bechi chiama time out e ordina quello che tutti si aspettano, difesa avversaria compresa: l’ultimo tiro spetta a Reece Gaines. Dopo la rimessa a metà campo, infatti, la palla gli finisce in mano. Ma la difesa si adegua facile: il marcatore non lo molla nemmeno quando abbozza una penetrazione, anzi arriva l’aiuto alle soglie dell’area pitturata. Che fa allora il genio di Reece, con un uomo addosso e l’altro pure? Salta all’indietro e ci mette una vita prima di rilasciare la palla. E quando la rilascia è una parabola che neanche la o di Giotto. Canestro, pareggio, supplementari, vittoria, il casino del PalaScatola lo registrano i sismografi. A gara-5 passò il turno Bologna, ma chissenefrega. Fino al prossimo ricordo indelebile (magari domenica?) quella serie playoff resta la serie del tiro impossibile che Gaines realizzò. E se non ve lo ricordate, sbirciate qui…

UPDATE: giovedì sera abbiamo pubblicato su Twitter il link a questo post, coinvolgendo Luca Bechi con una domanda: chissà che cosa aveva detto davvero in quel time out. Il coach ha risposto poche ore dopo: “Bei ricordi davvero, al solo pensiero ho ancora i brividi. Semplice, gli dissi: Reece, pensaci tu…”

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Author: Giampiero Canneddu

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