I migliori della storia rossoblù numero per numero (terza puntata)





È il momento della terza puntata del gioco dei numeri, ovvero scorrere i numeri di maglia indossati dai giocatori di Pallacanestro Biella nella storia e scegliere il migliore per ognuno di loro. Qui andiamo dal 21 al 55.

#21 Pietro Aradori Promettente fin da quando era uscito dal vivaio di Casalpusterlengo, a Corbani-landia, tardava a esplodere perché nessuna squadra sembrava dargli fiducia. Poi arrivò a Biella: un anno in semifinale scudetto, uno in EuroCup segnando i tiri liberi decisivi nella salvezza all’ultima giornata. Ha cambiato ancora tante canotte da allora. Ma è diventato un top player. (Se poi fra un paio di stagioni dovessimo riscrivere la classifica e mettere qui Niccolò De Vico, sarebbe una gioia).

#22 Damian Hollis L’Elicottero, figlio di un tiratore americano che spaccava retine tra A2 italiana e Spagna qualche lustro fa, aveva mani dolci e polpacci agili per scattare a rimbalzo. Quello che fece, insieme a Voskuil e Raspino, nel supplementare della finale di Coppa Italia, è più che sufficiente per inserirlo qui, anche se con quel numero non hanno giocato in tanti.

#24 Carl Wheatle Non ha ancora fatto nulla, sia chiaro. Ma da quando è arrivato, quindicenne, in città ha scalato in fretta molti gradini: solo l’anno scorso ha giocato da leader e da principale terminale offensivo in due squadre giovanili arrivate tra le prime quattro italiane, allenandosi anche con la prima squadra. E a 18 anni e all’esordio in A2 è stato in campo per 20 minuti. Tirando un airball da tre, è vero. Ma non vi siete innamorati anche voi di quella stoppata giudicata irregolare?

#32 Amedeo Tessitori Anche lui è appena arrivato. E una partita sembra poco per metterlo in questa lista, anche se di rivali con il suo numero di maglia non se ne vedono. Ma forse anche voi avete percepito il sollievo di qualche tifoso mentre pronunciava “ehi, abbiamo un centro…”

#33 Greg Brunner Anche nel 2008/2009 avevamo un centro. Solo che non doveva essere lui. Arrivò in città dopo l’infortunio a Plaisted, con il fisico da colosso e quella faccia da rivale di Austin Powers. Però la mano era morbida e il coraggio era abbondante come i centimetri. Quel tiro alla Nowitzki nell’ultimo quarto di gara-5 dei quarti di finale scudetto a Roma resta un capolavoro.

#44 Reece Gaines Genio da prima scelta Nba, quello che ai tempi del college veniva messo accanto a Dwyane Wade per decidere chi fosse più forte. Applicazione così così, come si ricordano quelli che lo vedevano arrivare all’allenamento in ciabatte. Ma quando aveva l’ispirazione, era un attaccante come pochi. Il tiro che portà una gara-4 di playoff con la Virtus Bologna ai supplementari arrivò dopo un time out. Bechi disse “datela a Reece”. Lui disse “la prendo io”. Segnò con tre giocatori addosso.

#55 Simone Pierich Il goriziano che, tra Casale e Biella, ha passato più di un quarto della sua vita in Piemonte, è stato rossoblù una stagione sola. Ma basta poco per far innamorare il Forum. Basta un tuffo, per la precisione, quello a caccia di una palla persa che manda fuori posto una spalla. E la voglia di recuperare in fretta che è arrivata dopo a fare il resto.

Qui la prima puntata dall’1 al 10

Qui la seconda puntata dall’11 al 20

Author: Giampiero Canneddu

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