Ferguson, Hall e altre pillole





(Oggi commento in pillole)

Se mai vi chiedessero chi sia la coppia di americani migliore della serie A2, non esitate: sono Jazzmarr Ferguson e Mike Hall. A Ovest lo sono per distacco, ma anche a Est non è facile trovare rivali. E se qualcuno lo mettesse in dubbio, usate i numeri: finora hanno giocato insieme 23 partite, sparpagliate tra stagione scorsa e stagione corrente. Le vittorie sono 16, le sconfitte 7, pari al 69,6 per cento di successi. Se si tiene in considerazione solo l’anno solare 2016, ovvero la serie delle ultime partite giocate, siamo a 12 vinte e una persa, quella di Reggio Calabria della seconda giornata. Uno è il top scorer del girone, e l’anno scorso lo è stato dell’intera A2. L’altro è il re dei rimbalzi, sempre sopra la doppia cifra tranne che ieri sera contro Tortona, quando ne ha catturati “solo” 9. Sul serio, esiste qualcosa di meglio in Italia?

L’Angelico che è a 12 vittorie e una sconfitta nelle ultime 13 partite di campionato è per quattro quinti la stessa squadra della passata stagione: l’unica differenza nel quintetto base è Amedeo Tessitori al posto di Infante. E la differenza in panchina sta nell’età media: Udom ha appena compiuto 23 anni ed è lo “zio”, rispetto a Wheatle (18 anni), Massone (18 anni), Luca Pollone (19 anni).

A proposito di età media, tre episodi emblematici: il canestro all’ultimo secondo di Carl Wheatle che è valso il supplementare contro Agropoli, la stoppata di Luca Pollone a fermare un contropiede di Contento ancora contro Agropoli, la stoppata di ieri sera di Carl Wheatle a far capire a Tortona che non è una strada rettilinea quella verso il ferro, anche se davanti a difendere c’è il diciottenne. Episodi, appunto, ma che denotano non solo qualità tecnica ma mentalità, quella di farsi trovare pronti e al posto giusto e quella (vedi la stoppata in recupero di Pollone) di non dare per perso nessun pallone. I “cinni”, direbbero a Bologna basket city (o i bocia, direbbero a Sant’Eurosia), hanno testa.

Statistiche di Marco Venuto negli ultimi quarti delle due partite vinte allo sprint su Treviglio e Tortona: 21 punti, 6/8 da tre, 1/1 da due. Punti tutti decisivi per spingere il match dalla parte rossoblù. Ha detto Carrea nella pancia del palazzetto di Casale: «Spero che qualcuno smetta di dire che abbiamo un play non di livello». Sottoscriviamo. Ma dev’essere una specie di tassa da pagare se si occupa quel ruolo lì: ricordate lo scetticismo intorno a Simone Berti?

Author: Giampiero Canneddu

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