Cinque cose che abbiamo imparato da Casale-Biella





parterre casale

Uno. Non si corre. E non si correrà facilmente. Scordiamoci i ritmi senza sosta della tripla sfida con Treviglio. Con Casale sarà battaglia di spallate, di raddoppi, di blocchi ruvidi e contrasti a rimbalzo. Ma se c’è una cosa ben chiara nel piano partita della Novipiù contro l’Angelico è che proveranno in ogni modo a non consentire a Biella di alzare il ritmo, cioé di giocare come preferisce. Fabio Corbani lo sapeva bene: «Casale è una squadra che ama preparare bene le partite sulla tattica, lavorando sui punti deboli degli avversari». Due dettagli su tutti: quello statistico dice che in due partite l’Angelico ha segnato 16 punti su 124 in contropiede. Quello tattico dice che in un paio di occasioni coach Marco Ramondino ha ordinato ai suoi di tenere un solo uomo a rimbalzo su un tiro libero a favore, pur di coprire in largo anticipo la metà campo difensiva.

Due. Ci sono tattiche e modi di giocare più indigesti di altri. In due stagioni, Ramondino è 4-1 contro Fabio Corbani. Succede: nelle stesse due stagioni, per esempio, Corbani è 4-0 su Gramenzi che sta disputando i playoff con Ferentino. Al Forum, però, il conto provvisorio è 1-1, con la vittoria del coach casalese che risale alla passata stagione, quando guidava Veroli. Quest’anno, a Biella, Casale ha perso secco. E ora la serie torna a Biella.

Tre. Gara-2 è scivolata via nel terzo quarto, dopo un sostanziale equilibrio, con Biella che ha trovato in Kyle Johnson un punto di riferimento offensivo in più. È successo quando Casale ha messo insieme una serie di giocate difensive senza sbavature (chi è che diceva che l’attacco paga il biglietto ma la difesa vince le partite? Ecco, questa serie playoff ne sembra la testimonianza) e quando Biella ha perso la testa, quando ha preso un fallo, un tecnico e ha subito cinque punti di fila, con l’unica tripla della partita di Blizzard a galvanizzare la Novipiù. L’ultimo quarto lo ha vinto Biella 23-20, tirando con il 50% dal campo e concedendo agli avversari solo un 3/8 totale e un 1/6 nella seconda metà del quarto, limitando anche il pick and roll chiuso da Tomassini con il tiro in step back dalle soglie dell’area pitturata, una sentenza nel terzo quarto. La differenza è arrivata in lunetta: dei 27 (su 34) tiri liberi segnati da Casale, 14 sono stati negli ultimi dieci minuti, quando all’Angelico sono stati fischiati 13 falli di squadra. Di questi, i primi quattro sono arrivati in 1’49” costringendo i rossoblù ad andare subito in bonus. Tredici fischi contro sui 31 totali vogliono dire che il metro arbitrale è per lo meno virato verso la severità, proprio quando, per tentare una rimonta, l’intensità difensiva sarebbe stata una delle chiavi. Per completezza, a Casale sono stai fischiati 23 falli contro. Biella ha tirato 17 tiri liberi.

Quattro. In regular season Biella ha vinto due partite su 26 segnando meno di 70 punti e altre due segnandone meno di 80. Una di queste è il 79-61 del Forum contro la Novipiù. Casale è il terzo attacco meno prolifico della A2 Gold (peggio solo Napoli – ma con uno 0-20 a tavolino – e Veroli) ma è la difesa più impenetrabile del campionato. In 26 match di regular season ha superato gli 80 punti solo cinque volte, e in una di queste ha pure perso. Insomma, più il punteggio è alto e più Biella ha speranze di allungare la serie.

Cinque. Si parla spesso di malcostume nei palazzetti guardando alle curve. In gara-2 il parterre del PalaFerraris, ad alto tasso di giacche e cravatte e con un’età media piuttosto alta, non ha esitato ad approfittare del fatto che quella fetta di palazzetto non è separata dal campo da nessuna barriera. Nella foto, pubblicata su Facebook da Alberto Angelico, si vede il pubblico del parterre in piedi, due passi verso il campo, a tanto così da Andrea Danna (seminascosto dall’arbitro) che aspetta di battere una rimessa. Dallo stesso settore, all’ultimo giro di orologio, gesti di saluto (e dell’ombrello) indicavano la strada di Biella alla squadra rossoblù. Sembra passato un secolo dal derby iniziato tutti abbracciati in memoria e in onore di Gabriele Fioretti. Ne deve, probabilmente, passare ancora uno prima che lo spirito sportivo si impadronisca di tutti quelli che varcano la soglia di un palasport. E, con questa immagine alla mano, non è questione di istruzione, estrazione sociale o prezzo del biglietto…

Author: Giampiero Canneddu

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