Cinque chiavi per una stagione felice

Esordio in trasferta (la prima volta da quando si è tornati in A2), esordio con sconfitta (è accaduto tre volte nelle ultime cinque stagioni): per l’Eurotrend Biella è presto sia per disperarsi sia per essere ottimisti. A Cagliari, squadra tutt’altro che sprovveduta anche se assemblata all’ultimo momento, faranno fatica in tanti. E di griglie di partenza e pronostici sono piene le fosse del senno di poi. Da queste parti preferiamo guardare con un occhio più attento possibile il campo e, in base alle indicazioni delle prime tre partite ufficiali dell’anno, Supercoppa inclusa, provare a capire quali saranno le chiavi della stagione. Ne abbiamo trocate cinque.

I rimbalzi. Si sapeva che sarebbe stato uno dei rebus da risolvere: Mike Hall (doppia doppia al suo esordio a Ferrara, a proposito) non c’è più a dare sicurezza alla squadra nell’intero fondamentale. A Cagliari, cifre alla mano, non sembra andata male con Amedeo Tessitori soprattutto ben più presente rispetto alla passata stagione. Ma le statistiche non dicono solo che Biella ha vinto 34-26 il duello sotto le plance. Di quei 26 palloni lasciati nelle mani di Cagliari ben dieci sono rimbalzi offensivi. Ovvero seconde opportunità di tiro. E, come ha detto Carrea, nel dopopartita, è sanguinoso lasciare gli avversari in attacco in partite così punto a punto.

I giovani. Lorenzo Bucarelli 13 punti (e 6 rimbalzi), Michele Ebeling 7 punti. Dall’altra parte Luca Pollone e Luca Rattalino fermi a quota zero e pressoché ininfluenti. In attesa di Carl Wheatle convalescente, è chiaro che l’andamento della stagione dell’Eurotrend dipenderà anche da profondità e affidabilità della panchina. E dei ragazzi del vivaio. L’anno scorso hanno fatto un enorme passo avanti. Ma ne serve un altro. I due Under di Cagliari, entrambi partiti in quintetto, hanno mostrato che le spalle larghe per reggere il campo non dipendono solo dall’età.

L’attenzione. Vince anche chi si distrae meno. Ovvero chi spreca meno occasioni, chi si mangia meno palloni (a Cagliari 17 perse, 16 delle quali da Tessitori, Bowers, Ferguson e Uglietti), chi non commette leggerezze. La palla persa di Tessitori diventata fallo antisportivo contro è stata una delle chiavi della rimonta di Cagliari.

La difesa. Non è solo Hall la differenza nel quintetto rossoblù. Manca anche Marco Venuto, ovvero mister abnegazione quando si trattava di affrontare a ginocchia piegate una guardia avversaria, spesso la più pericolosa. A Cagliari nessuno dei guardiani che si è alternato su Rullo è riuscito ad arginarlo. E uno dei difensori designati, Luca Pollone, è finito troppo presto limitato dai falli.

Il passing game. Il marchio di fabbrica del gioco di Carrea prevede un occhio al canestro e uno ai compagni per trovare la scelta migliore tra tiro e passaggio, sempre. E già a Cagliari si è visto molto: diciotto assist, sedici usciti dalle mani di Bowers, Ferguson, Chiarastella (ben 5) e Tessitori. Tiri facili, quando si sa di essere meno solidi a rimbalzo offensivo, sono uno dei segreti per vincere.

Author: Giampiero Canneddu

Share This Post On